Soltanto la cultura distrugge la violenza.

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Negli ultimi anni si è sempre più sentito parlare della volenza sulle donne. Per contrastare questo fenomeno, dal Messico  è nato un progetto, ” Zapatos Rojos ” -Scarpette Rosse – per ricordare tutte le vittime di femminicidio.

Questo movimento è arrivato fin a San Sebastiano Al Vesuvio, dove associazioni e scuole del territorio hanno aderito alla manifestazione che si é svolta mercoledì 8 marzo. Il dirigente scolastico del liceo locale, Angela Rosauro, è una delle persone che hanno con entusiasmo aderito all’iniziativa. “Non posso che parlare bene di questo progetto” dice la Preside, “Un liceo, come il nostro, palestra di formazione culturale, non può non affrontare tutti i temi di tipo sociali importanti che alimentano il dibattito culturale, come questo.” La dirigente, con chiara espressione di dispiacere e tristezza, confessa di essere contraria a qualsiasi forma di violenza, non solo subìta dalle donne, ma anche da bambini, diversamente abili e anziani, perché questo atto di sfogo si perpetua da parte di chi è più forte fisicamente su chi è, appunto, più debole di loro. Come quanto detto da lei stessa: ” la violenza sulle donne è molto più grave delle altre forme perché si maschera con l’amore”. Stando a quanto dichiarato dalla professoressa Rosauro un vero rimedio esiste per contrastare questo cancro, basterebbe che la società si impegni a fondo per combattere questo fenomeno. Purtroppo gli abusi sulle donne e sui più deboli non sono manifestazioni solo del nostro tempo, tutto nasce già da un’antica tradizione che ricorda il rapporto asimmetrico tra uomini e donne. Le donne, fino a non molti anni fa, anche nel mondo occidentale non avevano il diritto all’istruzione, ma erano costrette a rimanere in casa ad occuparsi di faccende domestiche, considerate unicamente proprietà degli uomini. La liberalizzazione della donna è recentissima, quindi se la società lavorasse affinché la donna assuma la consapevolezza del proprio ruolo e la propria condizione, si potrebbe avere un reale argine sulla violenza. Con decisione, la Preside afferma che la cultura, quindi, può tanto. Mentre prima si poteva soltanto restare in silenzio: la cultura è libertà!

Alla fine della conversazione, la dirigente scolastica dà un consiglio a tutte le donne che, purtroppo, hanno subìto violenza fisica: “Alle ragazze e alle bambine, il mio appello è forte: cultura, perché soltanto la cultura ci rende forti. Non sono i soldi, né la bellezza, né il successo, poiché queste sono tutte occasioni passeggere. La vera forza risiede nella consapevolezza di sé, e questo è dato solo dalla cultura.” Alle donne, dove il loro percorso di formazione si è allontanato e si trovano a vivere in una condizione di sottomissione e violenza, raccomanda di non avere timore. Ricorda che ci sono ormai tante agenzie, gruppi di volontariato, o semplicemente queste donne possono parlarne con gli altri, ma l’importante è farsi aiutare. “La vita è una sola e non va mai sprecata, essa deve essere degna di essere vissuta, ma viverla non significa farla scorrere, ma è viverla con pienezza.”

 

a cura di:

Rosita Adamo e Andrea Ferriero.

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